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Makeup sopracciglia interamente naturale (o quasi)

Eccomi qui a parlarvi di makeup, che può sembrare un controsenso per una che non si è mai mostrata sui social, ma della quale comunque sembra chi interessi il parere, soprattutto quando, parlando di un prodotto di makeup che utilizzo,  mi dite "mi piace tanto, lo uso anche io e l'ho scoperto grazie a te".  Ci mancherebbe, ringrazio io voi! Ovviamente parlo dal pulpito di una persona che non è una makeup-artist e che al massimo mostra swatches su Instagram dei colori che più le piacciono, dando il parere di una persona che si trucca in modo semplice. Sono cresciuta negli anni '90 e noi non avevamo tutorial, non ci mettevamo in posa in mille foto, indossavamo assurdi ombretti azzurri in boccette ereditate dalle mamme, non sapevamo cosa fossero i pennelli e cosa volesse dire "sfumare" la matita, ma eravamo felici se ci regalavano a Natale quella tanto sognata trousse (ah non esisteva il termine "palette") di Pupa perché , in fondo, ci faceva sentire ancora un po' bambine. Il trucco era qualcosa di giocoso e non certo qualcosa di "fashion". Alla mia epoca il blush si chiamava fard, il mascara era il rimmel e il primo lipgloss della mia vita è stato un roll-on  della Debby che le bagnava con un effetto lucido mentre avrei tanto sognato un effetto rimpolpante  insperabile per un prodotto che dopo dieci minuti si era già asciugato. 

Tutta questa digressione per dire che, in fondo, navigo su internet, ho un blog e gestisco anche un profilo su IG, ma resto vintage nell'anima e forse è il motivo per cui molte di voi ancora mi seguono da un decennio a questa parte e apprezzano perfino i miei contenuti di makeup, anche se non ve li ho mai mostrati indossati sul mio viso. Tutto questo per dire che, non c'è nulla da fare, anche stavolta avrei potuto farci un post su Instagram, ma siccome c'è uno storico qui sul blog alla mercé di chi usa Google, mi è venuto da scriverci un articolo alla vecchia maniera.  Eccomi quindi qui a parlarvi di matite e prodotti per sopracciglia (con ingredienti naturali o quasi) a confronto in un lungo articolo che mi è costato parecchio tempo a scriverlo, anche per cercare di fare foto decenti (spero apprezzerete lo sforzo).

Sempre a proposito di noi fanciulle cresciute negli anni '90, se c'è una cosa che ci accomuna è stata la pratica della "pinzetta selvaggia" di cui ancora paghiamo le conseguenze. Avevo ciglia molto folte e me ne vergognavo tantissimo. Oggi le rimpiango, soprattutto perché,  dopo anni a colpi di olio di ricino serale, continuo ad avere buchini e una codina alquanto spellacchiata.  Per questo, un prodotto per sopracciglia oramai è per me un elemento fondamentale del mio makeup quotidiano, ancor più del fondotinta.

Tutti i prodotti che vedete in foto non li ho acquistati e provati in poco tempo, ma sono il frutto di un lungo viaggio di sperimentazione.



Mascara con INCI interamente (o quasi interamente) naturale a confronto

E' parecchio tempo che non parlo di make-up. Eccomi  quindi a raccontarvi un po' di esperienza fatta con alcuni mascara testati negli ultimi anni. Solitamente utilizzo 1 mascara alla volta per tutta la durata del PAO che è di circa 6 mesi, quindi, a parte rare volte in cui ne utilizzo 2 in contemporanea (ad esempio quando uno ha un effetto più naturale e un altro più da "Bambi" per trucchi più strutturati o quando uno dei due è colorato), non c'è mai più di un esemplare alla volta nel mio beauty.

Perché scegliere un mascara interamente naturale (o quasi)? Perché le ciglia, a furia di truccarle e struccarle (azione meccanica) e di metterci sopra ingredienti volti solamente ad una funzione estetica e decorativa tendono a indebolirsi, per questo unire l'utile (la funzione estetica) al dilettevole (una formulazione che le nutre e rinforza) può essere una buona scelta. Purtroppo se si è abituate a mascara che fanno l'effetto "ciglia finte" e che durano come cemento, cosa che accade con i mascara tradizionali, si ha il pregiudizio che non esistano alternative valide con ingredienti più naturali, ma per fortuna oggi la cosmesi naturale ha fatto passi avanti anche per quanto riguarda la performance.

Degli esemplari di cui parlerò qui sotto, solamente uno non è interamente naturale (Mulac), mentre gli altri sì.




Ve ne parlo nell'ordine della prima foto: da sinistra a destra.
A fine articolo farò anche un confronto fra i diversi tipi di scovolini. Cominciamo?

Rossetti rossi (interamente naturali) a confronto

Forse può risultare inusuale scrivere un articolo per comparare dei rossetti visto che, nell'era di Instagram, basterebbe un post sintetico, ma stavolta mi piace fare così, sia perché al computer riesco a scrivere più velocemente che sul cellulare, sia perché chissà che magari qualcuna da Google cerchi ancora swatches alla vecchia maniera, come tutt'oggi faccio ancora io.
Eccomi quindi a scrivervi un articolo truccoso su diversi rossetti rossi, perché il rosso - si sa- è il classico per le labbra durante le feste natalizie.

la cartolina in foto è di Eccoverde

Correttori bio a confronto per over 35: Couleur Caramel, Purobio, Avril, Mineral Fusion

E' giunto il momento di tornare a parlare di correttori.
In realtà, potrei dire che questo articolo, più che di correttori, parla del rapporto che dopo i 35 anni si comincia ad avere con il proprio contorno occhi e quindi anche con il tipo di prodotto che si utilizza.


Trucco naturale: makeup estate 2018_seconda parte



Eccoci alla seconda parte del post trucco del makeup di questa estate 2018. Dopo quello dedicato alla base viso, ecco gli altri prodotti che ho usato. Sembra una lunga carrellata... in realtà, non sono molti, anzi...ma sono tutti molto "combinabili" fra di loro.

A proposito di ciprie naturali/minerali....

Oramai utilizzo così tanto il fondotinta minerale che le ciprie sono passate un po' in secondo piano, ma ho pensato di scrivere un post di confronto su tutte quelle che ho o che ho usato in passato.

Trucco naturale: make up di base estate 2017

Se a luglio mi sono divertita a postare sul mio profilo Instagram (@esidaruc) diversi "trucchi del giorno" (se volete pareri su alcuni prodotti in particolare, non esitate a chiedere!), ad agosto, la mia voglia di truccarmi si è ridotta all'essenziale di una pochette da viaggio. In ogni caso, ci sono stati dei trucchi di base che ho usato praticamente quasi sempre e di cui voglio parlarvi. In questa prima giornata di pioggia torrenziale, mentre tante "colleghe" stanno in giro al Sana, vi lascio con questo articolo sui miei trucchi di base più usati in questa estate che volge al termine.

Correttori over 35: #correttore32alquadrato

Da quando ho superato "una certa età" mi sono resa conto che tutti i correttori che prima ritenevo assolutamente validi,  oggi non mi soddisfano più, soprattutto perché cominciano ad andare nelle pieghette molto più di prima e perché, con il passare delle ore, mi sembra che mi appesantiscano lo sguardo. Negli ultimi mesi ho così sperimentato un mix di correttori al quale ho dato nome "correttore32alquadrato". Curiose di sapere in cosa consista?


Trucco naturale: palette Purobio e Nabla


Ogni tanto ci vuole un post truccoso. Non sono una persona che si trucca tutti i giorni in modo sofisticato, però amo truccarmi e soprattutto non accumulare troppi prodotti perché quelli interamente naturali tendono ad andare a male. Così, anziché gli ombretti in fullsize, ho trovato molto comodo avere queste palette di Purobio che vedete in foto, uscite in edizione limitata a Natale del 2015.
Se viaggiate, averle entrambe vi permette di creare qualsiasi look, di variarlo senza avere cialde ingombranti che si rischia di non finire.
La palette a sinistra (skin tones) è per un trucco nude. Dall'alto in senso orario troviamo: uno champagne shimmer perlescente e luminoso, ottimo per creare punti luce e anche su tutta la palpebra abbinato ad un filo di matita nera; un color tortora opaco, ideale come colore di transizione o per delineare la parte bassa delle sopracciglia; un nero opaco che io trovo ideale anche con un pennello a taglio usato bagnato come eyeliner o per intensificare l'angolo esterno dell'occhio; un marroncino terra di siena molto bello nella piega dell'occhio per un trucco da giorno, semplice e naturale.
La palette a destra (fallen tones) è per un trucco più sofisticato. Sono tre colori shimmer: blu, rame, viola. E poi c'è un colore opaco color petrolio. Quest'ultimo è quello che ho usato meno, anzi quasi per niente. Il rame e il viola sono bellissimi. Il blu lo trovo ideale da applicare bagnato come eyeliner.
Peccato che il packaging sia, invece, per entrambe le palette,  nero e quindi, a differenza delle scatoline-confezione regalo che le contengono(una rossa e una blu), non sono distinguibili se non aprendole.
A parte questo piccolo difetto, sono palettine comode da trasportare, i colori sono tutti molto pigmentati e scriventi e permettono un trucco completo giorno- sera.
Purobio cosmetics è un'azienda italiana che amo molto perché riesce a fare prodotti make up interamente naturali, nichel tested, performanti e in più a prezzi ragionevoli.

Per tutti i giorni ho trovato invece utile comporre una palette di Nabla con alcuni dei prodotti che uso di più (lo vedete anche dal fatto che li ho consumati parecchio).

Prodotti Top 2016


Ho deciso di mettere in questo post soprattutto i prodotti "scoperta" del 2016, visto che tendenzialmente quest'anno ho riacquistato prodotti che uso da anni e che compro e ricompro periodicamente.

#2Correttori vari


Da un po' di tempo a questa parte sto sperimentando alcuni correttori, per questo ho deciso di parlarvene.
Per il contorno occhi, solitamente uso o lo 08 di Couleur Caramel in inverno, oppure il nude di Avril nella stagione più calda, ma che ho recentemente ricomprato perché ha un costo decisamente più accessibile rispetto a quello di Coluleur Caramel, mentre in questo post vi parlerò di tutte le novità che ho provato negli ultimi mesi.

Rossetti estate 2016


Sulla scia del post sulla base trucco, vi scrivo dei rossetti e prodotti labbra che ho usato di più. Come vedete, alla fine è proprio vero che noi donne compriamo sempre, più o meno, la stessa tonalità di rossetto! Non me ne ero resa conto finché non ho fatto queste foto :-)

Primer Purobio

Di questa marca, come sapete, amo molto il Fondotinta Sublime di cui ho parlato diverse volte (per capire meglio come applicarlo vi suggerisco di leggere il post dedicato) e recentemente mi sono fatta anche altri regalini fra le edizioni limitate uscite a natale e  sto usando anche volentieri sia la cipria che il bronzer della stessa azienda (che ho messo fra i prodotti top2015)
Perché ho acquistato tanti prodotti di Purobio cosmetics? Perché li trovo validi da diversi punti di vista. Di Purobio mi piace il fatto che riesce a creare prodotti truccosi ecobio, nichel tested e al tempo stesso performanti e ad un costo accessibile.
Detto questo, ero curiosa di sperimentare anche i primer.
Confesso che primer siliconici non ne ho mai messi sul viso, neanche quando mi cospargevo la faccia di kili di fondotinta siliconico, quindi la mia recensione rispetto a questi primer di Purobio è un po' da neofita, senza termini di paragone in questa categoria di prodotti.  Forse il mio unico tentativo del passato è stato il primer della Colour Caramel per pelle grassa, con cui mi trovai malissimo, non so se è perché avessi sbagliato il tipo di prodotto rispetto al mio tipo di pelle, oppure perché forse semplicemente non mi piaceva la consistenza in gel. 
Per quanto riguarda, invece, il primer occhi, anni fa avevo riciclato con sufficiente soddisfazione il correttore di Benecos che come correttore era pessimo, ma come base per la palpebra creava quel "giusto appiccicaticcio" utile a fissare l'ombretto.
Di Purobio ho acquistato due primer: quello occhi e quello per il viso-pelle secca.

Non solo cose per me #1: regali di Natale 2015 prima parte

Tempo di Natale, tempo di regali.
Essendo appassionata di cosmesi naturale, spesso cerco di "convertire" amici, parenti e vicini, oppure loro stessi alla fine mi chiedono consiglio vedendo in me miglioramenti di stato della pelle o dei capelli. Per questo avevo cominciato già da tempo a voler scrivere non solo dei prodotti con cui mi sono trovata bene io, ma anche di quelli che ho consigliato o regalato (e che magari mi chiedono di riordinare): quindi cominciare a fare una sorta di "recensioni indirette" :-)
Visto che è Natale, a questo genere di prodotti che ho segnato nel tempo per poi parlarvene, ho aggiunto delle idee che credo possano essere carine.


Regalini o autoregalini truccosi Purobio natale 2015

Avevo visto il lancio di queste edizioni limitate  di trucchi al Sana 2015 dove ero passata allo stand di Purobio cosmetics dove ero andata per fare loro i miei complimenti per la certificazione nichel tested sui loro prodotti e per il fondotinta sublime con il quale mi ero trovata molto bene.
Purobio è una delle pochissime marche italiane di makeup biologico e anche nichel tested.
http://www.purobiocosmetics.it/mission/

Ho aspettato diverso tempo prima di pubblicare questo post perché quando c'è il lancio di nuove linee di solito c'è la ressa a scrivere recensioni che poi diventano per lo più copia incolla di presentazione di prodotti o almeno, da lettrice di blog io stessa, questa è la mia impressione.
Anche quando mi vengono inviati dei prodotti, preferisco prendermi il tempo di provarli con calma e farmi un'opinione con più cognizione di causa, anzi spesso lo specifico proprio all'azienda fra le condizioni che metto all'accettazione dell'invio del prodotto.
Quando acquisto io dei prodotti, cioè la maggior parte delle volte, a maggior ragione mi piace provarli sul lungo periodo (soprattutto quando si tratta di fondotinta oppure prodotti viso e capelli).
Eccomi quindi a parlare di ciò che di Purobio ho acquistato  e provato negli ultimi mesi.
Dividerò il post in due puntate questo sui prodotti trucco e un altro su primer e accessori (che voglio testare ancora un po' prima di parlarne).



Incontrare le aziende al Sana 2015


Eccomi qui a scrivere di nuovo questo post che non so perché mi si era cancellato :-((((
Dunque, quest'anno sono stata per la prima volta al Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale che si tiene ogni anno a Bologna.
Ho fatto una trasferta con andata e ritorno in giornata, pertanto non sono riuscita a visitare molto, ma solamente il padiglione di cosmesi, che è poi quello che più mi interessava.
Essendo passato diverso tempo da questo viaggio credo sia un po' inutile mettermi a raccontare le novità in uscita che ho visto fra gli stand delle varie aziende, visto che, nel frattempo, alcune di queste hanno già lanciato i nuovi prodotti in commercio e lo "scoop" era comunque stato già svelato in ogni dove online da chi è stato alla fiera e ne ha parlato nei giorni immediatamente successivi.
Voglio, invece, parlare della mia esperienza in sé, avendo avuto la possibilità di andare a conoscere di persona chi c'è dietro le aziende dei nostri prodotti preferiti, un privilegio che forse capita soprattutto in questo settore della cosmesi interamente naturale dove le aziende sono per la maggior parte artigianali e non multinazionali.

Alla ricerca del fondotinta (ecobio) ideale # 5: SUBLIME fondotinta Purobiocosmetics

Anche se ne ho già parlato approfonditamente in un altro post dedicato ai miei fondotinta estivi, eleggendolo al mio prodotto preferito di quest'estate 2015 e, nonostante le innumerevoli recensioni positive e l'enorme successo in ogni dove online, ho deciso comunque di dedicare un post al SUBLIMEfondotinta di Purobiocosmetics, soprattutto per approfondire la mia esperienza su colorazioni e applicazione che magari possono essere utili a chi è ancora scettica sull'acquisto.

Alla ricerca del fondotinta (ecobio) ideale #4 : estate 2015

Quest'estate è cominciata con un caldo terribile e non avendo più una pelle asfittica (anche se tendo comunque a dover stare sempre attenta) ma tendenzialmente mista e delicata, verso giugno non avevo più voglia di mettere nulla sulla pelle, ma io ho il problema delle macchie che spuntano per problema di melasma e così devo comunque un po' coprire.
In un primo periodo ho quindi cercato una sorta di "crema colorata" che però non fosse una BBcream o CC cream troppo ricche di oli e non adatte alla mia pelle (in passato ho usato le SoBio, per carità!).

Ho così sperimentato il primo prodotto che vedete in foto in una "strana location", cioè il frigorifero: infatti, per ora l'ho messo da parte e vedrò a settembre se riutilizzarlo o darlo via, sto parlando del

FONDOTINTA DR.HAUSCHKA nuova versione
Io avevo provato la vecchia versione, il translucent, proprio agli inizi del mio passaggio all'ecobio, quando avevo la pelle molto asfittica (ecco il post) e mi ero trovata abbastanza bene anche se era difficile trovare la colorazione adatta al mio colore. Contiene alcool, come tutti i prodotti Hauschka, e un po' di sente. ll prezzo poi è decisamente alto (€ 25 per 30 ml), io l'ho preso solamente perché in una farmacia era in offerta al 20%. La colorazione per il mio tipo di pelle è lo 02. Questo fondotinta sembra più una crema colorata ma è comunque un po' coprente, si asciuga rapidamente e devo dire che all'inizio non mi dispiaceva, ma la durata durante la giornata non è molto elevata e comunque è sempre meglio mettere un po' di cipria: non è la soluzione estiva che cercavo per tutti i giorni, così per ora l'ho messo da parte.

Premetto una cosa importante: anche se con difficoltà iniziale quest'estate ho progressivamente deciso di non mettere nulla sulla pelle,  cioè di non truccarla con il fondotinta. Per cui, nonostante io sia macchiata "stile pimpa" (non approfondisco il discorso "macchie" che a me deriva anche da problemi interni),  ho deciso di "fregarmene" anche perché con questo caldo torrido a 40° non me la sento di avere null'altro sulla pelle se non il solare e lo spry di acqua termale da spruzzare al bisogno.

Qui sotto, invece, vi metto i fondotinta, nelle colorazioni da "pelle abbronzata" che sto usando, quando voglio o devo truccarmi per uscire.


Prodotti nichel tested


In questo blog ho voluto parlare della questione del "nichel tested" in cosmesi e raccogliere una mappa di aziende e linee di aziende di prodotti interamente naturali per aiutare le persone che vogliono conciliare l'attenzione all'INCI alla propria allergia al nichel.

Se sei capitata/o su questo post è perché sei allergica/o al nichel o vorresti saperne di più?


PRIMA DI ANDARE DIRETTAMENTE ALLA MAPPA, TI PREGO DI LEGGERE ATTENTAMENTE TUTTO QUELLO CHE HO SCRITTO QUI SOTTO! GRAZIE!

Ecco io non posso e non voglio dare informazioni rispetto alla questione medica dell'allergia, perché sarebbe davvero un discorso troppo complesso e fuorviante. Questo non è un blog medico o di divulgazione scientifica. E' un blog come tanti altri in cui una persona qualunque scrive le proprie esperienze e conoscenze in fatto di prodotti di cosmesi e non solo. 
Sull'allergia al nichel, voglio dire solo alcune cose generali di base, a seguito della mia esperienza in merito, che spero possano esservi utili:
-l'allergia al nichel va diagnosticata da un allergologo attraverso degli esami specifici. Diffidate da test fatti in farmacia o erboristeria. Gli unici esami validi sono in primis il patch test (semplici cerotti da tenere applicati per 72h), il prick test e eventualmente anche l'analisi delle lge (tramite analisi del sangue) prescritti da un medico allergologo. 
- l'allergia al nichel è da accumulo, quindi le reazioni dipendono molto anche da quanto si è intossicati e ognuno ha reazioni diverse: c'è chi la manifesta tramite reazioni cutanee anche gravi, chi attraverso l'apparato gastrointestinale, o magari attraverso mal di testa fortissimi, chi con tutte queste e altre reazioni assieme.
- è un tipo di allergia molto subdola perché il nichel è un metallo ubiquitario che è presente in tracce praticamente ovunque. Si trova in moltissimi oggetti, ma anche cibi: non esiste allergia da contatto e allergia alimentare, le due cose vanno di pari passo. Sappiate quindi che se avete reazioni della pelle, dovete stare attente in contemporanea ai cosmetici,  ai detersivi (soprattutto per il bucato), ai tessuti degli abiti, ma anche all'alimentazione, perché tramite i cibi assumiamo nichel: ciò dipende dal tipo stesso di alimento (quindi anche se "bio" non conta, potrebbe contenere di per sé nichel), dal terreno, e anche da come viene cucinato (no pentole inox, alluminio etc. ma solo pentole con dicitura "nichel free").
Non mi dilungo oltre, perché non  sono la persona adatta né questa è la sede per farlo, anche perché questo non vuole essere un blog che si occupa specificamente di allergia al nichel. Spero solamente di aver dato spunti punti per poi approfondire per conto proprio.

Molti dimenticano purtroppo che la  pelle non è solamente un fatto di estetica, ma anche di salute.

Se avete il sospetto di avere l'allergia al nichel o altre allergie, ANDATE DA UN MEDICO LAUREATO IN MEDICINA E CHIRURGIA E SPECIALIZZATO IN ALLERGOLOGIA-IMMUNOLOGIA possibilmente competente su questo tipo di patologia specifica, che vi prescriverà le analisi necessarie e potrà quindi fare una diagnosi relativa al vostro caso e vi seguirà in base alle vostre patologie.

Per quanto riguarda i cosmetici, la prima cosa da chiarire  rispetto alla questione "nichel"è la seguente:

NON ESISTONO PRODOTTI NICHEL FREE MA SOLAMENTE NICHEL TESTED
Per legge, il nichel non è un ingrediente che si può mettere all'interno dei prodotti, quindi se chiederete ad un'azienda se c'è nichel nei loro cosmetici e questa vi risponderà di no, beh questa è una risposta ovvia, anzi diffidate da chi scrive o dice "nichel free" perché è una dicitura vietata per norma di legge!
Inoltre, per un soggetto allergico al nichel, il fatto che in un cosmetico non ci sia nichel come ingrediente, non è garanzia che possa comunque essercene sotto forma di residui, per contaminazione, tipo di lavorazione (magari sono stati impiegati macchinari di metallo) etc, visto che il nichel è un metallo ubiquitario.
Le percentuali tollerate da un soggetto allergico sono solitamente al di sotto di una certa soglia, perciò, a discrezione dell'azienda, può essere fatto un test sui singoli lotti di un prodotto: questa analisi attesterà la verifica che il quantitativo di nichel eventualmente presente sia in percentuali minime e quindi tollerate.
Pertanto, sulla confezione, a conferma dei test eseguiti, troverete scritto "nickel tested" o "nichel tested", o testato al nichel etc. (deve esserci la dicitura, non fidatevi sulla parola del venditore).

Notate bene, il fatto che ci sia scritto "dermatologicamente testato", invece, non vuol dire che sia nichel tested. 

Solamente la scritta "nickel tested" o "nichel tested" garantisce una  soglia di nichel al di sotto del valore di <5ppm (che è il massimo consentito per legge); alle volte c' è anche scritto specificamente "nickel tested <1ppm" oppure "nichel tested <0,0001%". Esistono inoltre anche prodotti testati  a più di un metallo pesante, ad esempio "nichel-cromo-cobalto tested".

Ovviamente se avete un tipo di allergia specifica ad altre componenti o se anche soglie maggiori di <5ppm non vi sono consentite, dovete prendervi voi la responsabilità del vostro caso singolo e quindi sarà vostra cura leggere attentamente tutti gli ingredienti (INCI) , mettervi in contatto con le aziende per richiedere maggiori informazioni rispetto al vostro caso specifico e, in ogni caso, seguire le indicazioni che vi ha dato il vostro medico, non affidandovi certamente a internet o ad un blog qualsiasi come il mio o quello di chiunque altra.

Ecco un link molto completo che spiega cosa si intende per "nichel tested":

E altri di approfondimento:

Ricordo poi che chi è allergico dovrebbe fare attenzione anche ai tipi di tessuti che indossa (prediligendo tessuti naturali come cotone o lino 100%), ai colori dei tessuti (scegliere soprattutto colori chiari ed evitare in particolare il nero e il blu oppure affidarsi a linee certificate) e anche ai detersivi (sceglierli nichel tested). Sulla mia esperienza con i tessuti avevo scritto un post tempo fa che magari vi è utile: http://esidaruc.blogspot.it/2015/05/cose-che-sto-imparando-i-tessuti-e-la.html 


I PRODOTTI NICHEL TESTED DI FARMACIA 
Non è detto che chi è allergico al nichel abbia necessariamente reazioni sulla pelle, in ogni caso è comunque l'organo più esteso del nostro copro e attraverso di essa assorbiamo le sostanze che ci mettiamo sopra.
Nei casi gravi o nelle reazioni forti, è bene affidarsi a chi di dovere e usare, in alcune occasioni, anche  pomate farmacologiche prescritte dal proprio dermatologo.
Per un uso quotidiano, invece, farmacisti e anche dermatologi consigliano marche nichel tested, in prevalenza reperibili in farmacia come Bionike oppure alcuni prodotti della marca Avène (la linea Toleriane, ad esempio http://www.avene.it/_attualita/tolerance-extreme-nickel-tested.html) o Euphidra, che sono le più blasonate.
Confesso che non conosco bene tutte le marche di questa tipologia.
Personalmente non uso questo tipo di prodotti perché sono sì nichel tested, ma a ben leggere l'INCI contengono anche tutta una serie di ingredienti che io, per una mia scelta del tutto personale, non voglio usare sulla mia pelle!
Dal mio punto di vista, ho imparato che:
"Non tutto quello che è testato, è ciò che c'è di migliore in commercio".
Poi ovviamente ciascuno fa le proprie scelte e predilige le aziende che preferisce.
Io qui parlo della mia della mia scelta, della mia esperienza, in base al mio caso specifico.

LA MIA SCELTA DI USARE PRODOTTI INTERAMENTE NATURALI 
(BIO, ECOBIO, etc.)
Dal mio punto di vista e in base alle ricerche che ho fatto io, la qualità di un prodotto non è fatta solo dal fatto che sia nichel tested, ma anche dagli ingredienti che contiene e da come vengono formulati.
A ben leggere l' INCI, non è detto che un prodotto nichel tested non abbia poi tutta un'altra serie di ingredienti  dannosi per la pelle o la salute.
Nonostante questo, non bisogna farsi ingannare neanche dal marketing dei prodotti "senza questo o quest'altro":  un prodotto, per essere valido  non basta che sia "senza petrolati", "senza qualcosa". Non è detto che un prodotto "con argan bio", sia "bio", cioè magari contiene argan bio, ma il resto degli ingredienti non lo sono affatto.
Il punto non è solo e non è tanto "cosa non c'è in un prodotto", ma "cosa c'è": la natura e la qualità degli ingredienti, i test che sono stati effettuati, le certificazioni, tutto conta.
Ovviamente per prodotto naturale non intendo lo spignatto qualsiasi di chi si mette sulla faccia un paciugo casalingo.
Per chi volesse approfondire il discorso "INCI", esistono alcuni siti di riferimento dove si può cominciare ad informarsi ed essere più consapevoli non solo per capire cosa un prodotto "non" deve avere, ma soprattutto cosa dovrebbe contenere  per avere una formulazione valida.

Per cominciare, vi segnalo i principali:

Inoltre vi suggerisco anche di scoprire il concetto di ecodermacompatibilità coniato dalla dott.ssa Riccarda Serri, fondatrice di Skineco e questa interessante intervista alla dott.ssa Pucci Romano che l'ha succeduta come presidente dell'associazione: http://www.huffingtonpost.it/pucci-romano/dietro-una-crema-ce-di-piu_b_4560659.html

Veniamo quindi al ragionamento che ho fatto io: se per acquistare prodotti nichel tested dovrò andare a cercare marche di nicchia e "particolari",  perché non cominciare ad orientarmi verso prodotti di aziende che, oltre all'attenzione al nichel, hanno cura di non mettere ingredienti sintetici, come paraffine e siliconi oppure ingredienti addirittura dannosi per la salute?

Fra l'altro, molte aziende che fanno prodotti interamente naturali,  effettuano anche test per certificare che i loro cosmetici abbiano quantità infinitesimali di nichel, per cui hanno certamente una particolare attenzione sia alla qualità del loro prodotto finito, sia ai consumatori che ne fruiscono.

Per chi è allergico al nichel, il criterio della scelta è sempre quello di controllare le confezioni e verificare che ci sia scritto "nichel tested" perché il test va effettuato sui singoli lotti di prodotto, tuttavia, quando si acquista un prodotto interamente naturale, è bene tenere presente il fatto che:

"Non tutto quello che è naturale è bene e non è dannoso"

La tollerabilità di un prodotto, a prescindere dalla questione del nichel e anche a prescindere se sia naturale o meno, è sempre un discorso molto soggettivo. Personalmente mi trovo bene con prodotti interamente naturali (che poi bisogna capire bene cosa si intenda per "bio", conoscere le  certificazioni, le aziende, sapere leggere gli inci etc.) ma non è detto che tutto quello che sia naturale vada bene per tutti (c'è chi magari può ritrovarsi allergica perfino alla camomilla!).
I prodotti naturali (che, ripeto, non sono lo spignatto, cioè il paciugo casalingo di verdure e frutta messe sulla faccia!) non sono la panacea, bisogna sempre cercare quelli più adatti al proprio tipo di pelle e alla propria problematica. Inoltre, è  sempre bene sempre tenere presente se, oltre al nichel, si hanno altre allergie specifiche.

"Quello che può andare bene per me, può non andare bene per te"

Quindi cercate comunque sia di fare attenzione.
Considerate che, se avete la pelle particolarmente sensibile e se siete soggetti allergici, anche ingredienti apparentemente innocui come un olio essenziale da piante, o l'alcool o l'aloe, quindi anche qualcosa di naturale potrebbe darvi una reazione. Pertanto è sempre bene testare prima il prodotto in un angolo di pelle prima di spanderlo su tutto il viso o il corpo (questo vale anche per i soggetti non allergici, è una buona norma per tutti) e, se notate una particolare reazione, sospendete immediatamente l'uso di quel prodotto e se poi, nel giro di poco tempo, la reazione non passa, rivolgetevi al vostro medico.

Qualche accortezza...

Considerate che i prodotti interamente naturali necessitano di alcune accortezze nell'utilizzarli, proprio perché maggiormente deperibili. Vanno conservati con cura evitando proliferazioni batteriche (soprattutto per quanto riguarda i trucchi), in luoghi freschi e asciutti (quindi, ad esempio, facendo attenzione che non vada acqua dentro la confezione durante la doccia). Considerate che un olio irrancidito o una crema andata a male fanno certamente male alla salute e potrebbero creare delle reazioni cutanee. Bisogna quindi sempre verificare che il prodotto non sia scaduto quando supera la soglia del PAO (cioè il numero di mesi, specificati sulla confezione, entro i quali è preferibile utilizzarlo una volta aperto) e verificare se cambia odore, colore o consistenza. Se ciò avviene, meglio buttarlo; in caso contrario, soprattutto per quanto riguarda il makeup ben conservato e poco utilizzato, si può proseguire nell'utilizzarlo, ma sempre facendo molta attenzione. E' buona norma anche acquistare prodotti ben chiusi perché anche le confezioni nuove potrebbero, se conservate male nei magazzini o aperte nei negozi, contenere prodotto già andato a male. Senza allarmismi, ma con qualche accortezza che pian piano diventerà un automatismo, l'approccio ai prodotti interamente naturali è diverso rispetto a quello con i prodotti tradizionali.

NOTA BENE: sul blog non troverai solamente recensioni di prodotti nichel tested perché io uso anche altri prodotti Sul perché di questa mia scelta puoi leggere IN FONDO A QUESTO POST  il motivo e approfondire la filosofia di questo mio blog, altrimenti puoi andare direttamente alla mappa.

Grazie per aver letto fin qui. Per andare alla mappa, clicca l'immagine:
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PERCHé IO, PUR ESSENDO ALLERGICA AL NICHEL, NON USO SOLAMENTE PRODOTTI NICHEL TESTED?
E' un discorso certamente complesso, cercherò di spiegarlo sperando che non sia fuorviante.
Ovviamente la mia è una mia scelta del tutto soggettiva  in base al mio caso specifico e alla mia esperienza, quindi può non valere per tutti.
Io non sono un medico, non sono né una dermatologa né un'estetista, né tantomeno un'allergologa o specializzata in chimica o cosmetologia. Le mie scelte in fatto di prodotti e tutto quello che scrivo su questo blog è frutto di mie valutazioni personali, in base a come sono io e a quella che è la mia esperienza personale del tutto soggettiva, le mie conoscenze del tutto in divenire. Quindi un prodotto con cui io mi sono trovata bene e che reputo valido per me, per un'altra persona può non esserlo o addirittura essere deleterio, perché ogni organismo è diverso da un altro, così come la tollerabilità personale.
Purtroppo c'è tanta disinformazione  e chi è allergico al nichel neanche conosce che esistono moltissime marche di cosmesi ecobio, ad esempio, che sono anche nichel tested, mentre invece, nella cosmetica tradizionale ci sono pochissime aziende nichel tested (e che, invece, spesso hanno INCI davvero discutibili).
Per uso quotidiano io ho scelto di usare prodotti interamente naturali sia testati al nichel che non, perché studio molto e oramai conosco bene le ditte e approfondisco il modo in cui lavorano.
Il mio suggerimento quindi è informatevi, studiate, confrontatevi con il vostro medico e con altre persone esperte del settore cosmetico, imparate ad ascoltare anche il vostro corpo e la vostra pelle.
Poi ovviamente ognuno è libero di scegliere ciò che vuole e sperimentare ciò che preferisce, ma se non conosce, è difficile che possa veramente fare una scelta libera e consapevole. 
Come avete letto qui sopra, molte aziende che fanno prodotti interamente naturali effettuano i test per certificare che i loro cosmetici abbiano quantità infinitesimali di nichel, anzi mi sembra che, in questo settore, ci sia una particolare attenzione alla questione o, se non altro, al fatto che i consumatori possano essere rassicurati da questo punto di vista (anche il marketing conta, per carità).
Tuttavia, con l'esperienza ho imparato un paio di cose. In primis, molte aziende italiane che si stanno affacciando a questo settore, pur avendo magari degli standard rispetto a scelta di materie prime e tipo di lavorazione che comunque mantengono bassi i livelli di contaminazione di metalli pesanti (che per legge devono comunque essere al di sotto di una certa soglia), non hanno ancora scelto di investire denaro nel test che comunque ha un costo e deve essere effettuato sui singoli lotti per avere l'autorizzazione ad apporre sulle singole confezioni la dicitura "nichel tested".
In secondo luogo, questa dicitura è quasi esclusivamente italiana, anche perché in Italia la normativa sulla cosmesi interamente naturale e le certificazioni (che sono davvero tante) è un discorso davvero complesso, mentre all'estero è maggiormente regolamentato con criteri restrittivi già nelle certificazioni biologiche.
Ci sono poi tutta una serie di aziende "storiche" del settore che, invece, non sentono proprio la necessità della certificazione, visto che la consapevolezza del processo di produzione e l'esperienza empirica sui grandi numeri di consumatori anche allergici che negli anni non hanno mai avuto problemi con i loro prodotti, a loro è sufficiente e non fa sentire la necessità di certificare e eventuali tracce di metalli pesanti in essi eventualmente contenuti. 

A proposito di ciò, vi copio la posizione di Weleda:

Dal sito di WELEDA http://www.weleda.it/dialoga_con_esperto/):  <<Il nichel, impiegato soprattutto nella cosmesi decorativa (trucchi) in qualità di oligoelemento sinergizzante, non fa parte degli ingredienti impiegati nei cosmetici Weleda. La garanzia per l’assenza di  queste sostanze nei nostri prodotti per l'igiene e per la cura di viso e corpo è data dalla certificazione NaTrue che le esclude dalla lista degli ingredienti ammessi di origine minerale. Essendo una sostanza praticamente onnipresente un cosmetico potrebbe in teoria contenere tracce di nichel proveniente: - dalle materie prime - alcuni vegetali, soprattutto radici ne contengono naturalmente percentuali infinitesimali - dai macchinari di produzione – ma di solito sono di acciaio inossidabile, un metallo che ne contiene pochissimo - e dall’ambiente - può essere contenuto anche nell’acqua, ma in quantità assolutamente irrilevante. Le quantità di nickel derivanti da queste fonti sono però molto inferiori al limite di sicurezza (1ppm) che è la soglia minima oltre a cui si manifestano reazioni cutanee nelle persone allergiche al metallo. La dicitura nickel free o nichel tested può essere attribuito solo ai cosmetici che in ogni lotto di produzione vengono sottoposti alla misurazione della quantità di Nichel con un sistema in grado di rilevare quantità molto inferiori a questo limite di sicurezza.  Per i seguenti tre motivi Weleda ha deciso di non eseguire questo costoso test su ogni lotto di produzione: - l’accurata analisi delle materie prime secondo le regole della farmacopea esclude a priori l’impiego di vegetali contaminati con metalli - processi riguardosi di lavorazione con tecnologia moderna e con macchinari ammessi per la produzione farmaceutica minimizzano il rischio di reazioni del prodotto con strumenti o macchine, mentre l’impiego di confezioni in vetro, PET e tubetti farmaceutici coperti di resina, impedisce il contatto del prodotto con contenitori in metallo - la tollerabilità dei prodotti per la cura e l’igiene di viso e corpo Weleda per persone allergiche al nichel è confermata da oltre 80 anni di esperienza. >>

In generale, mia opinione personale (sulla base della mia esperienza diretta di anni di utilizzo di prodotti bio ed ecobio anche non certificati nichel tested), le aziende che hanno ottenuto certificazioni ecobio di un certo tipo (penso ad esempio alla certificazione BDHI, una delle più "rigide" in materia di prodotti ecobio) e che sono già rientrate in una serie di criteri quanto a scelta delle materie prime, formulazione  e tipo di lavorazione che garantiscono livelli di contaminazione molto bassi, sebbene non esplicitamente certificati per quanto riguarda il nichel (la certificazione certifica comunque qualcosa che esiste già nel prodotto, cioè bassissime percentuali di contaminazione). E' perciò raro che  prodotti di questo tipo diano problemi, ma poi ovviamente la risposta di ognuno è soggettiva.
Certamente prodotti 100% organici formulati secondo tutta una serie di criteri di altissima qualità tendono a non avere tracce di metalli pesanti, però sappiamo che ci sono ingredienti del tutto naturali o piante che intrinsecamente ne contengono (basti pensare all'argilla ricca di oligoelementi fra cui il nichel), quindi bisogna comunque fare attenzione.
Con prodotti interamente naturali non intendo poi il "paciugo" o spignatto fatto in casa, e neppure la prima ditta cosmetica che si spaccia per naturale senza alcuna certificazione o di cui, a leggere l'INCI, c'è ben poco di ben formulato, sia chiaro! E per ben formulato non intendo necessariamente prodotti esclusivamente fatti con ingredienti naturali, perché comunque esiste anche una chimica verde molto interessante.

Nella mia esperienza personale, tranne rari casi (magari per la presenza di aloe che nel tempo ho scoperto sensibilizzarmi, oppure per qualche pigmento etc.), prodotti interamente naturali  -benché sprovvisti della certificazione specifica riguardante il nickel ma magari certificati come ecobio, o  anche semplicemente consigliati come ecodermacompatibili da Skineco, non mi hanno dato particolari reazioni e anzi ho lenito un'orticaria allergica grazie a prodotti ecodermocompatibili come la pomata prima pelle di Latte e Luna, prescritta anche da dermatologi (da quando ho cominciato ad usarla io, nel frattempo l'azienda, ha effettuato i test e ora la prima pelle al 30% porta la dicitura "nichel tested <0,0001 %). Ad esempio, poi, mi sono sempre trovata benissimo con i prodotti makeup di Couleur Caramel che è un'azienda ottima. Questa è ovviamente la mia esperienza del tutto soggettiva, ci tengo a specificarlo.

Non consiglierei mai ad una persona con allergia al nichel di fare la mia stessa scelta: potrò sempre e solo consigliarle di utilizzare esclusivamente prodotti in cui c'è esplicitamente la scritta nichel tested anche perché l'allergia al nichel non ha tutte provoca una reazione immediata, anzi, proprio perché è un'allergia da accumulo.

Fate voi le vostre valutazioni e consultatevi con il vostro medico.

Personalmente trovo utile il suggerimento di Barbara Righini sul sito Saicosatispalmi: <<...si è parlato di cosmetico nichel tested e qualcuno è rimasto dubbioso su come funzioni la questione. E' molto semplice: il nichel in quanto tale non è un ingrediente cosmetico, cioè non può venire aggiunto ad un prodotto. Non esiste quindi un limite di utilizzo, perché non si può proprio usare.
Se il nichel non si può usare, perchè allora ci sono cosmetici nichel tested? Perchè qualche molecola di nichel può risultare come residuo di lavorazione. I cosmetici sono realizzati in turboemulsori di acciaio, che può rilasciare qualche traccia di nichel. Probabilmente anche la nostra lavatrice ne rilascia...Alcune aziende fanno testare a campionatura i propri prodotti per dimostare al consumatore che la presenza di nichel è infinitesimale, altre invece no. Ma queste ultime non per forza hanno prodotti che contengono dosi più alte di nichel! In negozio vengono parecchie clienti allergiche al nichel, e constatiamo che sono in grande aumento. Le prime volte che le vediamo suggeriamo di iniziare con prodotti nichel tested e se si trovano bene di osare anche con altri: di solito va tutto bene anche con questi>>.

In generale, se volete avventurarvi nell'uso di cosmetici interamente naturali, anche senza la dicitura nichel tested, scegliete con cura le aziende, magari affidandovi, se siete inesperte, a quelle con  le certificazioni più restrittive (sì dovete iniziare a studiare e conoscerle), mentre, in generale, se vi affidate a prodotti interamente naturali, prestate assolutamente molta attenzione a erbe lavanti o tintorie, argille oppure certi pigmenti nel makeup perché queste tre voci spesso contengono nichel.
Ecco, su prodotti che contengono questo tipo di ingredienti preferisco anche io affidarmi a ditte che vendono prodotti Nichel Tested.





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